A “zio Totò”
grande e sincero amico dei cittari

Generatio praeterit, et generatio
advenit, terra autem in aeternum stat”
Una generazione va, ed una generazione
viene, ma la terra resta sempre la stessa”
(da “Xitta ,storia e cronaca di un borgo attorno alla
sua torre “)
A “zio Totò” grande e sincero amico dei cittari
In
anni passati, quando zio Totò amava intrattenersi gioiosamente con noi giovani, soleva
scherzare sulla sua morte affermando che ai suoi funerali voleva gente festosa,
allegra e sorridente. Oggi questo giorno è arrivato ed è sicuramente difficile
per tutti essere
gioiosi come lui desiderava , ma è altrettanto sicuro che l’immenso bene che
lui ha voluto ai cittari, a tutti i cittari, è una eredità inestimabile
che né il tempo né gli affanni che ogni giorno porta con sé potranno mai
cancellare.
Zio Totò ha chiuso la sua vicenda terrena dopo un lungo periodo di sofferenza ma fino all’ultimo è stato testimone esemplare di ottimismo e di radicamento ai valori veri della vita .
Andando a trovarlo in ospedale alcuni giorni fa le sue parole, anche se ormai era già consapevole di essere arrivato al capolinea, non sono state di morte , ma di vita e di proiezione nel futuro. Mi diceva infatti che non appena avrebbe ripreso le forze necessarie si sarebbe rimesso a lavorare alle sue carte perché aveva ancora tante cose da fare, non ultima una pubblicazione fotografica su Xitta a cui stava già lavorando con me e con mio fratello.
Chi ha avuto come me la fortuna di conoscerlo sa che zio Totò “era grande” davvero, anche se, come i grandi, spesso si sentiva come don Chisciotte , costretto a combattere contro i mulini a vento.
L’amore per Xitta, che amava definire “caput mundi”, e per i cittari, è, come dicevo prima, il fulcro attorno a cui si sono sviluppati i suoi interessi culturali e la sua grande e infaticabile attività di storico.
La torre che si trova in questa piazza è stata in anni passati teatro e testimone di questi interessi ed è in questo luogo che , grazie a zio Totò, si sono formati e sono cresciuti tra gli anni ‘ 70 e‘80 molti giovani di Xitta . E’ in questo luogo che si è venuto a creare un grande fermento culturale che ha segnato in positivo la vita della nostra piccola comunità.
Da
zio Totò abbiamo imparato che non si può vivere il presente senza il
radicamento nella storia dei nostri padri ed è per questo che volle dotare
questa torre di una biblioteca con tanti libri che potessero aiutarci a
studiare e a capire il passato perché, soleva ripetere citando una famosa
poesia dialettale di I. Buttitta,
un popolo senza cultura e senza radici storiche non è libero, e lui sognava per noi giovani un
mondo libero .
Per questo era intransigente e non tollerava atteggiamenti di superficialità, di disimpegno perché, diceva , questi atteggiamenti in una comunità fanno più danno di una bomba atomica.
Zio Totò diffidava di chi parlava
a vuoto o di chi si arrogava il diritto di criticare e polemizzare senza
apportare il suo contributo
costruttivo di opinioni.Costui,
affermava con forza , non aveva il diritto di parlare. “ Anche se non sei d’accordo con me, ma hai qualcosa di
importante e costruttivo da dire o da proporre – diceva invece – hai
diritto a parlare e noi dobbiamo ascoltarti” .
Questo atteggiamento era segno di una sua grande apertura al dialogo e soprattutto di chiarezza e di trasparenza nei rapporti umani.
Naturalmente c’è stato chi ha accettato e chi non ha accettato il suo modo di fare e di agire , e lui ne era cosciente e non polemizzava e ciò , a mio parere, lo ha reso autentico e vero in ogni circostanza.
A lui riconosciamo soprattutto il merito di essere stato grande amico dei giovani quando negli anni della contestazione giovanile era difficile esserlo. Zio Totò ha avuto il coraggio di farlo mettendosi in discussione e investendo in questo sogno anche le sue risorse economiche, preso dall’ansia di sentirsi utile ai giovani perché percepiva più di tanti altri il vuoto pericoloso che si stava creando intorno a loro.
Ho sempre condiviso con zio Totò quest’ansia e quest’anelito e
nelle nostre lunghe c piacevoli chiacchierate , anche
recentemente, ci rammaricavamo spesso di non poter realizzare qualcosa che
potesse
servire
ancora a colmare questo vuoto, lui perché si sentiva ormai stanco ma non
arreso, io perché ho incontrato non poche
difficoltà a condividere questo impegno con gli altri .
Ho incontrato l’ultima volta zio Totò qualche giorno fa mentre era in ospedale. Mi accolse vicino al suo letto con un grande sorriso dimostrandosi grato per la mia visita. Era perfettamente lucido e si è intrattenuto con me parlando un po’ di tutto e della difficile situazione che la nostra società vive attualmente. Ancora una volta è riuscito a sorprendermi per la sua grande capacità di analisi e soprattutto per la sua grande saggezza nel proporre soluzioni adeguate per vivere con i piedi per terra questo difficile momento. Vicino a lui quel giorno c’era sua moglie, zia Mary, Nel salutarsi mi sono commossa nel constatare come il loro grande amore sia rimasto immutato nel tempo e come nei loro gesti, così misurati e discreti , trasparisse ancora l’importanza che l’uno avesse per l’altra e viceversa. Anche di questo siamo grati a zio Totò perché, con lo stile dell’uomo elegante e raffinato qual era, sapeva testimoniare che l’amore non ha età e che esso si alimenta di cose vere , concrete , semplici e quotidiane. .
Nella prefazione del suo libro “ Xitta ,storia e cronaca di un borgo attorno alla sua torre” zio Totò aveva hai citato questa frase latina “ Generatio praeterit, et generatio advenit, terra autem in aeternum stat” – Una generazione va, ed una generazione viene, ma la terra resta sempre la stessa”
Questa frase racchiude in sé il suo impegno e il suo grande amore per la nostra “Citta” e noi ci impegneremo a farne tesoro così continueremo a sentirlo vicino e presente in mezzo a noi per sempre .
GRAZIE, ZIO TOTO’!
Anna Maria D’Amico