Nel
Novembre del 2003, un mesetto dopo il suo insediamento nella nostra parrocchia,
Don A.Treppiedi, volle affidarmi l’incarico di
formare un gruppo pastorale che si occupasse
dell’informazione. Accettai con grande entusiasmo, non lo nascondo anche con un
po’ di preoccupazione,
il compito assegnatomi confidando nell’aiuto di Nostro Signore.
Pian pianino è sfumata la preoccupazione ed è prevalso solo l’entusiasmo e la
voglia di spendere il mio tempo libero in favore della nostra piccola comunità
parrocchiale condividendo e facendo tesore quanto il
Santo Padre Giovanni Paolo II riportava nella Lettera Apostolica inviata ai
responsabili delle Comunicazioni Sociali all’inizio del suo grande Pontificato. (A.D’Amico)
MESSAGGIO DI SUA
SANTITÀ BENEDETTO XVI
PER
DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
Domenica,
I mezzi di comunicazione sociale:
al bivio tra protagonismo e servizio.
Cercare la verità per condividerla
Cari fratelli e sorelle!
1. Il tema della
prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali - “I mezzi di
comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio.
Cercare la verità per condividerla” – pone in luce quanto importante sia il ruolo di questi strumenti nella vita delle persone e
della società. Non c’è infatti ambito dell’esperienza umana, specialmente se consideriamo il vasto fenomeno della globalizzazione,
in cui i media non siano diventati parte costitutiva delle relazioni
interpersonali e dei processi sociali, economici, politici e religiosi. In
proposito, scrivevo nel Messaggio per
2. Grazie ad una vorticosa evoluzione
tecnologica, questi mezzi hanno acquisito potenzialità straordinarie, ponendo
nello stesso tempo nuovi ed inediti interrogativi e problemi. È innegabile
l’apporto che essi possono dare alla circolazione delle notizie, alla
conoscenza dei fatti e alla diffusione del sapere: hanno contribuito, ad
esempio, in maniera decisiva all’alfabetizzazione e
alla socializzazione, come pure allo sviluppo della
democrazia e del dialogo tra i popoli. Senza il loro apporto sarebbe
veramente difficile favorire e migliorare la comprensione tra le nazioni, dare
respiro universale ai dialoghi di pace, garantire all’uomo il bene primario
dell’informazione, assicurando, nel contempo, la
libera circolazione del pensiero in ordine soprattutto agli ideali di
solidarietà e di giustizia sociale. Sì! I media, nel loro insieme, non
sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma
possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e
solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si
trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate
dagli interessi dominanti del momento. E’ il caso di una
comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di
consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la
realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita
personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire gli ascolti, la
cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla
trasgressione, alla volgarità e alla violenza. Vi è infine la possibilità che,
attraverso i media, vengano proposti e
sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario
tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri.
3. L’umanità si trova oggi di fronte a un bivio. Anche per i media
vale quanto ho scritto nell’Enciclica Spe
salvi circa l’ambiguità del progresso, che offre inedite possibilità per il
bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non
esistevano (cfr n. 22). Occorre pertanto chiedersi se
sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano
asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano
in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze. Non sarebbe piuttosto
doveroso far sì che restino al servizio della persona
e del bene comune e favoriscano “la formazione etica dell’uomo, nella crescita
dell’uomo interiore” (ibid.)? La loro straordinaria incidenza nella vita
delle persone e della società è un dato largamente riconosciuto, ma va posta
oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e
propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare. Oggi, in modo
sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa
non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere
e alla forza di suggestione che possiede. Si costata,
ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un
corretto ruolo di informazione, ma per “creare” gli eventi stessi. Questo
pericoloso mutamento della loro funzione è avvertito con preoccupazione da
molti Pastori. Proprio perché si tratta di realtà che
incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita umana (morale,
intellettuale, religiosa, relazionale, affettiva, culturale), ponendo in gioco
il bene della persona, occorre ribadire che non tutto ciò che è tecnicamente
possibile è anche eticamente praticabile. L’impatto
degli strumenti della comunicazione sulla vita dell’uomo
contemporaneo pone pertanto questioni non eludibili, che attendono scelte e
risposte non più rinviabili.
4. Il ruolo che gli strumenti della
comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte
integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del
terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade
sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell’ambito
delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la
salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in
gioco dimensioni costitutive dell’uomo e della sua verità. Quando la
comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al
controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la
dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua
coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la
vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni
sociali difendano gelosamente la persona e ne
rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria,
in questo ambito, un’“info-etica”
così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca
scientifica legata alla vita.
5. Occorre evitare che
i media diventino il megafono del materialismo economico e del
relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono
invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità
sull’uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale.
Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più
belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante
affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore. E’ un compito
che tuttavia, in qualche modo, ci riguarda tutti,
perché tutti, nell’epoca della globalizzazione, siamo
fruitori e operatori di comunicazioni sociali. I nuovi media, telefonia
e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione
e, forse, è questa un’occasione preziosa per
ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato
predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della
verità sulla persona umana (cfr Lett.
ap. Il rapido sviluppo, 10).
6. L’uomo ha sete di verità, è alla
ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati
da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la
verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione
religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate. Gesù ha detto: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv
8, 32). La verità che ci rende liberi è Cristo, perché solo Lui può rispondere
pienamente alla sete di vita e di amore che è nel
cuore dell’uomo. Chi lo ha incontrato e si appassiona al suo messaggio
sperimenta il desiderio incontenibile di condividere e comunicare questa
verità: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi
abbiamo veduto con i nostri occhi – scrive san Giovanni -, ciò che noi abbiamo
contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita
[…], noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con
noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù
Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra
gioia sia perfetta” (1Gv 1, 1-3).
Invochiamo lo Spirito Santo, perché non
manchino comunicatori coraggiosi e autentici testimoni della verità che, fedeli
alla consegna di Cristo e appassionati del messaggio della fede, “sappiano
farsi interpreti delle odierne istanze culturali,
impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di
alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità
e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli” (Giovanni Paolo
II, Discorso al Convegno Parabole mediatiche,
Con questo auspicio
a tutti imparto con affetto la mia Benedizione.
Dal Vaticano,
BENEDICTUS PP. XVI
Giornalino ParrocchialePeriodico bimestrale di informazione
curato dalm Parroco e da tutti gli operatori
pastorali.Il nostro gruppo si occupa della
impaginazione e stampa del giornalino. Si tratta di un’esperienza ancora agli
inizi e quindi ancora bisognosa di consolidarsi. Il titolo del giornalino “IN
ITINERE” è stato scelto per dare il senso di un
cammino nel quale la comunità parrocchiale possa leggere la sua vita di fede e incontrarsi
con la gente.
Analogamente al giornalino parrocchiale,
il sito è curato dagli operatori pastorali. Come avete già visto, le
pagine pubblicate contengono informazioni di vita parrocchiale e la
presentazione di tutto ciò che riguarda la nostra piccola comunità. Il sito è
aggiornato quotidianamente.
WebMaster:
Arch.Andrea D’Amico
Meeting Multimediale e Mostra
fotograficaIn occasione
dei festeggiamenti dedicati
a “Maria Immacolata” nel Dicembre del 2004, è stata organizzata una mostra fotografica
“Xitta: Storia di un borgo, tra memoria e profezia”. Sono state
esposte immagini fotografiche, reperite da archivi privati, riguardanti momenti
di vita della nostra frazione a partire dalla fine del 1940 fino ai nostri
giorni. Le stesse immagini sono state poi
presentate e commentate tramite
proiezione multimediale destando grande interesse e curiosità di tutti.
Via CrucisCon la proiezione
dei passi del
Vangelo, delle Orazioni e Meditazioni utilizzate da Giovanni Paolo II durante
il rito della Via Crucis svolto nel 2004 al Colosseo,
e con le stazioni rappresentate da opere
d’arte contenute nei musei Vaticani. Era stata programmata per le Vie della
Frazione, ma le stesse risultavano impraticabili per i
lavori in corso. Pertanto
dall’esperienza fatta in occasione del Meeting Multimediale è stata approntata proponendola in
maniera diversa. In collaborazione con il gruppo Liturgico e il gruppo
Catechesi è stata realizzata con una presentazione multimediale, un modo nuovo
per rivivere la passione di nostro Signore. Intensa partecipazione nella
preghiera mista a momenti di commozione dei presenti.
Cartellonistica
Corso gratuito di
informatica
Ideato per
dare la possibilità a
tutti coloro che ne sentissero l’esigenza di avvicinarsi a piccoli passi al
mondo della multimedialità.
Frequentano le
lezioni settimanali 45 persone compresi 15 ragazzi di scuola elementare e media . Collabora con passione un gruppo di ragazzi
della parrocchia i quali dedicano il tempo libero post-studio alle lezioni ed
alle esercitazioni pomeridiane. Cogliamo l’occasione per l’attenzione e la
sensibilità dimostrata nei riguardi della nostra
Parrocchia
Allestimento e proiezioni di materiale pastorale audio-visivo
Nell’ambito
delle più svariate attività pastorali svolte in parrocchia nel corso dell’anno
liturgico, il gruppo si occupa di allestire materiale audiovisivo.